Cosa si intende per Quarta Rivoluzione industriale?

La nostra società sta attraversando un costante e rapido cambiamento, un’evoluzione che si basa su una trasformazione digitale. Lo si può facilmente notare in pressoché tutti i contesti, dal lavoro all’economia, passando per l’istruzione fino alla socialità e ai piccoli aspetti della quotidianità; il mondo fisico e quello digitale sono sempre più fusi in un tutt’uno. Questo lo dobbiamo al progredire della scienza e della tecnologia, che ogni giorno ci consentono di compiere dei passi avanti in questo processo, il cui scopo ultimo è quello di semplificare le complessità, risolvere i problemi creando nuovi canali, sempre più rapidi e accessibili.

Insomma laddove l’uomo da solo non arriva o semplicemente è lento ad arrivare, molto probabilmente è stata ideata o è in via di progettazione una tecnologia in grado di cambiare totalmente le cose.

Questa è quella che viene definita quarta rivoluzione industriale, o anche industria 4.0, il continuo procedere del digitale nel mondo tangibile e biologico degli esseri umani. Si tratta di un processo che tocca quasi tutti i settori, dai servizi ai prodotti; riguarda l’ingegneria genetica, i trasporti, la finanza, la produzione industriale con la stampa 3D, la comunicazione, la robotica, l’Internet delle Cose e tanti altri ambiti, il cui comune denominatore è l’intelligenza artificiale. Quest’ultima è il simbolo della quarta rivoluzione industriale, è ciò che rende le macchine in grado di raccogliere e analizzare dati, formulare ipotesi, connettersi alla rete

Per ogni rivoluzione una tecnologia

Tutto questo avviene in una maniera molto più complessa e profonda di come non avvenisse già, almeno in parte, grazie alla terza rivoluzione industriale, ovvero quella che ha caratterizzato il secolo scorso con l’avvento dei computer e delle prime tecnologie digitali.

Fase che è stata preceduta dalla seconda rivoluzione industriale, la quale è stata determinata invece dall’avvento dell’elettricità, un vero elemento di svolta che ha consentito per la prima volta all’industria di produrre in massa. Prima ancora, nel ‘700 circa, un’altra nuova tecnologia determinò la prima rivoluzione industriale, ovvero il motore a vapore, che consentì all’uomo di compiere i primi grandi passi verso l’automatizzazione della produzione e la riduzione delle distanze, in concomitanza anche con una rapida urbanizzazione, rispetto a una precedente netta prevalenza della vita e del sostentamento rurale.

Ciò rende chiaro il potere che la tecnologia ha di modificare le società, come si strutturano e come evolvono.

Risvolti positivi e negativi: possibili scenari

Il primo studioso che ha parlato di questa in corso, come di quarta rivoluzione industriale, è stato il fondatore del World Economic Forum Klaus Schwab, che è anche autore dell’interessante testo ‘La Quarta Rivoluzione Industriale’. Schwab sottolinea come a suo parere questi profondi cambiamenti possano portare presto a scenari estremamente positivi e auspicabili da un lato, ma anche negativi e pericolosi dall’altro.

Le potenzialità positive sono decisamente entusiasmanti, infatti dal suo attento punto di vista la rivoluzione digitale sarà in grado di migliorare la qualità della vita a livello generale e globale, questo perché sul piano industriale ed economico permetterà di ridurre drasticamente i costi e di aumentare notevolmente l’efficienza e la produttività, risultando in una offerta migliore e nella crescita di nuovi mercati. Però se questo è sicuramente possibile, non è allo stesso tempo così semplice; perciò avverte Schwab che la quarta rivoluzione industriale sconvolgerà in quasi ogni contesto, se non lo sta già facendo, quello che è il mercato del lavoro. Se per chi è in possesso di determinate skills ampiamente richieste, questo risulterà in un grosso vantaggio, ci saranno tantissime categorie di lavoratori che risulteranno obsolete o scarsamente utili, perché probabilmente un’intelligenza artificiale avrà sostituito le sue funzioni in maniera più rapida, efficiente ed economica. Questo potrebbe verosimilmente portare all’apertura di ampi gap tra categorie e a forti disuguaglianze sociali, che storicamente risultano in tensioni e in società instabili. Sarà perciò importante, per lavoratori e aziende stare al passo e posizionarsi dalla parte giusta del cambiamento, cercando anche di dirigerlo verso i potenziali risvolti positivi.

Le tecnologie che stanno guidando l’industria 4.0

Abbiamo detto brevemente che l’intelligenza artificiale rappresenta forse il simbolo e la base sulla quale si fonda la quarta rivoluzione industriale, vediamo quali sono e che caratteristiche hanno anche alcune delle altre tecnologie coinvolte a partire da questa.

L’intelligenza artificiale o IA, è sempre più presente nei dispositivi e nei software ed è la migliore alleata dell’essere umano in un’infinità di contesti, per raggiungere obiettivi continuamente più complessi, dal riconoscimento facciale degli smartphone alla guida autonoma delle automobili.

Un’altra tecnologia enormemente innovativa, i cui risvolti devono ancora rivelarsi ai più è decisamente la blockchain. Quando si parla di blockchain si pensa per lo più ai bitcoin e alle altre criptovalute, che senza dubbio sono una parte molto importante di questa rivoluzione, ma in realtà le potenzialità della blockchain vanno ben oltre i vari coin; le blockchain sono estremamente sicure e basate sul principio di decentralizzazione, finalizzata alla democratizzazione di sistemi e servizi.

La biotecnologia, specialmente nel campo della genetica ma anche in quello dei micro-dispositivi medici impiantabili, sta compiendo passi da gigante verso una medicina sempre più personalizzata per ogni singolo paziente. Grazie ai progressi in questo campo le prospettive di vita medie sono le più lunghe e rosee di cui l’essere umano abbia mai potuto godere.

La robotica è quella disciplina che si occupa di creare macchine intelligenti che siano in grado di svolgere con estrema efficienza uno o più compiti in parziale o totale autonomia una volta programmate. La robotica è applicabile ad un’infinità di settori, dalla produzione industriale, alla chirurgia e per funzionare necessita ovviamente di essere integrata con l’IA.

Un’altra tecnologia destinata a stravolgere l’attuale ordine delle cose, soprattutto nel campo della produzione industriale, è la stampa 3D. Le performance delle più moderne ed innovative stampanti 3D sono destinate a sostituire i tradizionali macchinari e catene di montaggio tutt’oggi ancora largamente impiegati nell’industria. Le stampanti 3D con tutta probabilità offriranno soluzioni più rapide, più sostenibili sia economicamente che ecologicamente e agevoleranno notevolmente le possibilità di personalizzazione di prodotti e di sperimentazione di prototipi.

Infine, potendo in realtà continuare, citiamo la realtà virtuale e quella aumentata, due tecnologie dalle incredibili potenzialità. Iniziatesi a sviluppare nel campo dei videogiochi, ormai abbracciano molti più settori, persino la consulenza immobiliare e la psicoterapia.

L’impatto della quarta rivoluzione industriale sulle aziende

In che modo la diffusione delle nuove tecnologie cambierà le aziende?

Forse la vera domanda da farsi è se quelle aziende stanno investendo in queste nuove tecnologie, abbracciandone le potenzialità o se invece, sono ancorate a sistemi tradizionali inesorabilmente destinati a cedere il passo al nuovo. È probabilmente qui la chiave, a prescindere dal settore di competenza dell’azienda, l’unico modo che questa ha di crearsi opportunità di successo e longevità è quello di integrare sia nel funzionamento e nell’organizzazione interna, sia nel prodotto o servizio che offre, le nuove tecnologie.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello per cui, grazie proprio ad Internet ormai i consumatori, gli utenti e i clienti delle varie aziende hanno accesso istantaneo a tutte le informazioni di cui hanno bisogno per capire se un’altra azienda è in grado di offrire loro un servizio migliore, un’esperienza più personalizzabile o un prodotto più vantaggioso. Ne consegue la crescente necessità da parte delle aziende di sapersi distinguere; e per comprendere in che modo sia più efficace e conveniente differenziarsi, le aziende devono essere in grado di raccogliere grandi quantità di dati di qualità da poter analizzare e da cui trarre conclusioni di cui potersi servire.

Come si dice: l’informazione è potere e basta guardare alle aziende leader dei vari settori per rendersi conto di come molto spesso queste coincidano con le aziende che sono in possesso delle più grandi quantità di dati.

Il giusto modo di affrontare la quarta rivoluzione industriale da parte di un’azienda, è dunque quello di abbracciarne le tecnologie alla base, adottarle, studiarle e migliorarle.

Chi guida il cambiamento?

Se appare evidente quanto sia importante per le aziende stare al passo con l’evoluzione digitale, è altrettanto evidente come questo non sia esattamente un processo semplice da portare avanti. Si tratta infatti di un compito che richiede delle specifiche figure professionali appositamente specializzate, in grado di guidare le aziende attraverso questa rivoluzione, per farlo nel modo migliore, che consenta di massimizzare i risultati senza incorrere in errori dettati dall’inesperienza. Il ruolo professionale in questione è quello del Chief Digital Officer; Maia Management si occupa di consulenza e di fornire la figura del Chief Digital Officer per coordinare e guidare la trasformazione digitale. 

Il Chief Digital Officer conosce bene le forme di business, le tecnologie digitali e i metodi più innovativi ed efficaci; è in grado di incidere su un’azienda a 360°, occupandosi di migliorare e modernizzare la produzione, il marketing, la comunicazione, le vendite e le risorse umane; è capace non solo di introdurre ed integrare al meglio le tecnologie del domani, ma anche di rivoluzionare l’approccio e la mentalità dell’azienda ad ogni livello. Si tratta di un manager pronto a ridefinire la cultura di un’azienda a tutto tondo, con una visione chiara e orientata al successo.

Stefania Montemurro
Autore Stefania Montemurro

Founder e CEO di Maia Management. Dopo una lunga serie di esperienze in ambito digitale ha capito che le aziende hanno bisogno di una guida specifica per gestire il digitale affinché porti valore di business.

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