I dati strutturati sono informazioni aggiunte al codice di una pagina in un formato standard, che spiegano ai motori di ricerca in modo esplicito di cosa parla la pagina: che si tratta di una scheda prodotto, che quel nome e quel logo appartengono all’azienda, che quel percorso è la posizione della pagina nel sito. Google li usa per capire meglio il contenuto e per rendere la pagina idonea ai risultati multimediali (rich result), cioè risultati con elementi grafici o informazioni aggiuntive.
Come funzionano
Il vocabolario usato quasi sempre è schema.org, e Google accetta tre formati:
- JSON-LD, uno script separato dal resto dell’HTML, che Google consiglia quando la configurazione del sito lo permette;
- Microdata, attributi inseriti direttamente nei tag HTML;
- RDFa, un’estensione di HTML5 che lavora anch’essa con attributi.
Schema.org contiene molte più proprietà di quelle che Google usa. Per sapere cosa considera la Ricerca il riferimento è la documentazione di Search Central, che elenca i tipi supportati, tra cui Article, Breadcrumb, Organization, Product, Event, Video e Local business.
Un esempio
Un’azienda che produce valvole a sfera industriali ha un catalogo con centinaia di schede. Con il markup Product su ogni scheda e Breadcrumb sul percorso categoria, sottocategoria, articolo, Google riceve in modo ordinato nome, immagine, descrizione e collocazione nel catalogo; con Organization sulla home riceve logo e dati dell’azienda. Conviene generare il markup dal template delle schede, così resta allineato ogni volta che il catalogo cambia.
Errori frequenti
- Marcare contenuti che l’utente non vede: le linee guida di Google chiedono che il markup sia una rappresentazione fedele della pagina.
- Dare per scontato il risultato multimediale: Google precisa che i dati strutturati rendono possibile una funzione senza garantirne la presenza.
- Non verificare: il Test dei risultati multimediali (Rich Results Test) controlla il codice prima della pubblicazione, i rapporti di Search Console segnalano gli errori dopo, lo strumento Controllo URL conferma che Google ha trovato il markup.
Un markup ingannevole può portare a un’azione manuale, che toglie alla pagina l’idoneità ai risultati multimediali. La coerenza con il testo visibile conta anche per le funzioni AI: tra le buone pratiche per AI Overview Google cita proprio dati strutturati che corrispondono a quello che si legge sulla pagina. Il markup fa parte del lavoro tecnico sul sito che impostiamo nella consulenza SEO per PMI.
Consulenza SEO per PMI: si parte da un audit del sito e delle ricerche del tuo settore.
Richiedi un audit SEOVoce aggiornata il · Torna al glossario