E-E-A-T è la sigla di Experience, Expertise, Authoritativeness e Trustworthiness, cioè esperienza diretta, competenza, autorevolezza e affidabilità. Google la usa nella guida di Search Central sulla creazione di contenuti utili, affidabili e pensati per le persone, e nelle linee guida per i quality rater, le persone incaricate di valutare se i risultati di ricerca sono buoni.
Come la usa Google
- Google precisa che E-E-A-T in sé non è un fattore di ranking specifico e che i suoi sistemi usano un insieme di segnali per riconoscere i contenuti con queste caratteristiche.
- Tra i quattro aspetti la fiducia è il più importante; gli altri contribuiscono a costruirla, e un contenuto non deve per forza dimostrarli tutti.
- Il peso aumenta per gli argomenti che possono incidere su salute, stabilità economica, sicurezza o benessere delle persone, chiamati YMYL (Your Money or Your Life).
- I valutatori non hanno alcun controllo sul posizionamento delle pagine e i loro giudizi non entrano direttamente negli algoritmi; Google li usa per verificare che i propri sistemi funzionino. Le loro linee guida restano utili a chi scrive per fare un’autovalutazione.
Chi, come e perché
Google suggerisce di rileggere ogni contenuto con tre domande. Chi l’ha scritto, e se è evidente a chi legge. Come è stato prodotto, spiegando il metodo e l’eventuale uso di automazione o AI. Perché esiste: secondo Google la risposta giusta è aiutare le persone, prima ancora di attirare visite dai motori di ricerca.
Un esempio
Un’azienda che produce utensili in metallo duro pubblica una guida sui parametri di taglio per l’acciaio inox. La versione debole è un testo anonimo che ripete valori trovati altrove. La versione solida è firmata dal responsabile tecnico, con il suo ruolo in azienda, riporta le prove fatte in sala collaudo su un materiale preciso, dichiara entro quali condizioni valgono i valori indicati e rimanda alla scheda tecnica scaricabile.
Da dove partire
In una PMI industriale l’esperienza c’è quasi sempre, ma resta negli uffici tecnici e non arriva sul sito. Il lavoro consiste nel dare un nome e un ruolo a chi scrive, raccontare come sono stati ottenuti i dati e collegare i contenuti alle prove concrete. È lo stesso lavoro che aiuta a essere citati nelle risposte generate, di cui parliamo nella voce GEO. Per costruire un piano editoriale che metta in luce le competenze tecniche dell’azienda trovi il metodo nella consulenza SEO per PMI.
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