SCORM sta per Sharable Content Object Reference Model ed è pubblicato dal progetto ADL (Advanced Distributed Learning). Serve a una cosa molto concreta: fare in modo che un corso costruito una volta possa essere caricato su qualsiasi LMS conforme e che la piattaforma sappia registrare chi l’ha seguito, fino a che punto e con quale risultato. Gli esempi che seguono si riferiscono alla versione SCORM 1.2.
Come funziona
Il corso viene consegnato come file zip che contiene tutti i contenuti e un file descrittivo chiamato imsmanifest.xml, posto nella cartella principale, che elenca struttura e risorse. Quando il dipendente avvia il corso, l’LMS lo apre nel browser e mette a disposizione un oggetto JavaScript chiamato API. È sempre il corso a iniziare la comunicazione: in SCORM 1.2 chiama LMSInitialize all’avvio, scrive e legge dati con LMSSetValue e LMSGetValue, salva con LMSCommit e chiude con LMSFinish.
Quali dati passano
- lo stato della lezione, con l’elemento
cmi.core.lesson_status, che in SCORM 1.2 rappresenta da solo lo stato del contenuto; - il punteggio ottenuto in una verifica, con
cmi.core.score.raw; - l’indicazione di uscita con sospensione (
cmi.core.exit), che conserva il tentativo in corso e permette di riprendere il corso dal punto in cui lo si era lasciato.
Un esempio
Un’azienda metalmeccanica fa sviluppare una simulazione 3D per l’addestramento all’uso di una pressa piegatrice. Pubblicata come pacchetto SCORM, la simulazione si carica sulla piattaforma formativa già in uso: l’ufficio del personale vede nei report chi ha completato il percorso e con quale punteggio, senza fogli firma da ricopiare.
Errori frequenti
Il più comune è dare per scontato che ogni LMS interpreti SCORM allo stesso modo: prima di produrre un corso conviene caricare un pacchetto di prova sulla piattaforma di destinazione e verificare che stato e punteggio vengano registrati come previsto.
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