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Il crowdfunding come strumento strategico per le imprese

Scritto da Andrea Pisoni
il 06/21/2022

Introduzione

Oggigiorno il termine crowdfunding è ormai entrato a far parte del linguaggio comune e la sua viralità mediatica è il risultato più ovvio di come sia stato e tuttora sia trattato dai vari media, cioè come strumento altamente democratico e non convenzionale per l’ottenimento di fondi per finanziare una propria idea di business o un’innovazione.

E non è un caso se negli ultimi tempi si è registrata la nascita di un gran numero di piattaforme dedicate sia allo studio sia all’applicazione effettiva del fenomeno crowdfunding con tutto ciò che ne consegue in termini certamente di popolarità, ma soprattutto di giro d’affari.

Si stima, infatti, che nel solo 2019 le campagne di crowdfunding abbiano raccolto globalmente l’incredibile importo di 30 miliardi di dollari, cifra destinata a triplicare entro il 2025. E l’Italia non si e’ tirata indietro, visto che anche da noi il numero di piattaforme che offrono la possibilità di costruirsi una campagna di crowdfunding sono aumentate in modo esponenziale.

Ma il crowdfunding, in quanto tale, è in grado di impattare con notevole forza anche su differenti business aziendali ponendosi così come strumento strategico per le imprese come ora andremo a vedere.

Cos’è il crowdfunding

Prima di iniziare a illustrare quali siano i vantaggi che comporta il suo utilizzo all’interno delle imprese, è fondamentale comprendere cosa sia effettivamente il crowdfunding e secondo quali modalità operi.

Il crowdfunding, termine derivato dall’unione delle due parole inglesi Crowd e Funding, rispettivamente folla e finanziamento, è come il nome stesso suggerisce una tipologia di strumento finanziario mediante cui i rappresentati della folla, delle persone comuni quindi, si occupano di raccogliere fondi da destinare a determinati usi.

Per quanto il termine stesso sia in realtà estremamente chiaro in tal senso, spesso sulla definizione ufficiale di crowdfunding vi sono state diverse dispute ideologiche non fini a se stesse, ma volte a determinare un aspetto di una certa rilevanza, quello cioè dei confini operativi entro cui tale finanziamento può e deve espletarsi.

Secondo diversi esperti e analisti finanziari la definizione più congeniale per descrivere tale fenomeno è quello di partecipazione finanziaria (e non solo), caratterizzata da libertà progettuale e soprattutto trasparenza dei finanziamenti raccolti.

Le caratteristiche del crowdfunding

In virtù di quanto appena detto, appare evidente come un fenomeno di questa portata capace di affermarsi con una solidità difficilmente riscontrabile nel volatile settore finanziario debba per forza possedere e rispettare determinate caratteristiche.

In realtà anche sulle peculiarità proprie del crowdfunding non vi è tra gli esperti una concordanza di pensiero, questo perché gli aspetti puramente operativi e funzionali non da tutti vengono riconosciuti come dei capisaldi fondamentali. Tuttavia è possibile comunque risalire a delle precise fondamenta ideologiche.

Un elemento portante del crowdfunding è senza alcun dubbio la raccolta fondi, cioè l’effettiva ricerca delle risorse necessarie per avviare e/o sostenere un determinato progetto.

A seguire abbiamo il principale attore protagonista, cioè la folla. Senza crowd non può esserci il crowdfunding e non solo per una questione puramente linguistica, ma perché è proprio nella folla che vi sono i donatori e i sostenitori disposti a cedere parte dei propri fondi per sostenere un’idea o un progetto lanciato da chi la campagna di crowdfunding l’ha avviata per primo.

Infine abbiamo il mezzo, cioè il tramite attraverso cui i donatori presenti nella folla e la campagna stessa possano incontrarsi e tale tramite è internet. Internet può essere considerato a tutti gli effetti il veicolo mediante cui una campagna di crowdfunding può concretamente realizzarsi dal momento che il suo compito è quello di far incontrare le due parti in gioco che volendo si possono anche considerare come domanda e offerta.

Come funziona il crowdfunding

Si è detto come il ruolo di internet sia di primaria importanza poiché funge da tramite tra le due realtà in gioco, però, com’è ovvio intuire, la rete in sé è un’idea piuttosto astratta ed ecco perché esistono determinate piattaforme adibite proprio alla creazione, raccolta e sostentamento di campagne di crowdfunding.

La scelta di una piattaforma adeguata, va da sé, rappresenta una discriminante di una certa rilevanza dal momento che inficia sulla credibilità dei progetti ospitati e anche sulla sicurezza dei capitali messi a disposizione dai vari utenti.

Il funzionamento di una campagna di crowdfunding è estremamente semplice: chiunque può aprirne una campagna, magari per supportare un proprio progetto. Però, come sempre accade, è evidente che maggiore sarà la credibilità dell’idea originaria maggiore sarà il riscontro che avrà da un punto di vista sia mediatico sia finanziario, con conseguente successo nella raccolta di fondi o fallimento, se i fondi raccolti saranno troppo pochi.

Una campagna di crowdfunding che intenda diventare operativa a tutti gli effetti, secondo le intenzioni del suo creatore, deve rispondere a determinati requisiti che per lo più riguardano la targettizzazione del pubblico destinatario, un’analisi metodica e precisa dei fondi necessari, un monitoraggio costante sull’andamento delle donazioni e non ultimo una precisa strategia di comunicazione e promozione della campagna stessa affinché possa avere un maggiore risalto e impatto mediatico. Sicuramente la comunicazione ricopre un ruolo fondamentale che farà la differenza fra successo e fallimento. Senza una buona comunicazione, l’idea non sarà credibile e nessuno vorrà investire in quell’idea. L’effetto massa poi avrà un impatto sul successo finale: se in tanti iniziano ad investire, anche gli indecisi investiranno e il successo sarà assicurato.

Si comprende bene allora il perché tale tipologia di finanziamento, o meglio di partecipazione finanziaria, sia così ben vista da parte di start-up, aziende o imprese, proprio grazie ai numerosi vantaggi che è in grado di apportare come ora andremo a vedere.

Crowdfunding e imprese: quale legame

Indiegogo, GoFundMe, Kickstarter, sono solo alcune delle piattaforme di crowdfunding (meglio noto come Equity Crowdfunding) più note e utilizzate che quotidianamente vengono scelte da imprese o start-up per avviare o sostenere i propri progetti generando così un giro d’affari che nel 2030 dovrebbe toccare la vetta dei 300 miliardi di dollari.

Ed è certamente vero che le campagne di crowdfunding vengono in gran parte avviate da imprese o start-up che hanno difficoltà o non vogliono rivolgersi ai tradizionali finanziamenti presenti sul mercato, ma negli ultimi si sta assistendo anche al fenomeno opposto, quello cioè in cui realtà societarie e aziendali scelgono scientemente di rivolgersi al crowdfunding rifiutando a priori finanziamenti differenti.

Ma qual è la ragione di questo comportamento? È davvero accettabile ridurre il tutto a una precisa scelta mediatica o c’è dell’altro?

È vero che l’aspetto comunicativo, soprattutto al giorno d’oggi, sia di primaria importanza per qualsivoglia impresa o società, ma è difficile pensare che una soluzione non vantaggiosa da un punto di vista finanziario possa essere scelta solo per il suo potere mediatico ed è quindi ovvio come i motivi si nascondano altrove.

La validazione come fattore

La validazione, ad esempio, è una delle motivazioni che spinge un’impresa o una start-up ad avvalersi del crowdfunding.

Non esiste miglior modo di certificare la validità di un prodotto o un servizio se non quello di rendersi conto se i fruitori finali, cioè i consumatori, siano disposti a spendere dei soldi per un eventuale futuro acquisto. Ovvio come in caso di responso positivo, i feedback che una società raccoglie diventano più preziosi di qualsiasi strategia di marketing, proprio perché attestano in maniera netta e precisa come l’interesse da parte degli utenti ci sia oppure sia assente. Nel secondo caso, la società dovrà valutare un cambio di strategia, di prodotto o, semplicemente, abbandonare l’idea perche’ già sa che non avrà futuro.

Non solo, in tal senso la validazione acquisita può diventare anche una sorta di targetizzazione preliminare mediante cui selezionare il consumatore del domani e porre le basi della creazione di una community da fidelizzare nei mesi successivi.

Il basso rischio d’impresa

Un’altra ragione che spinge imprese e start-up a preferire le campagne di crowdfunding è il basso rischio d’impresa.

Nei casi di proprietari di piccole aziende o imprese, il crowdfunding diventa una soluzione tramite cui ottenere i fondi necessari all’avvio di un progetto senza che si riscontrino i classici rischi riconducibili ad altre tipologie di finanziamento. I costi per mettere in piedi una campagna e portarla alla fine sono più contenuti e, in caso di Equity Crowdfunding, generalmente la quota di società che deve essere messa a disposizione in cambio dei fondi ricevuti è trascurabile, quindi vantaggiosa.

La possibilità di ottenere quindi dei capitali a basso rischio con possibilità di validazione è di per sé un’opportunità sin troppo ghiotta per non sfruttarla.

Sempre proseguendo nel medesimo discorso, un fattore decisivo nella scelta del crowdfunding da parte di imprese e start-up lo si ritrova nel valore aggiunto che è possibile ottenere in termini di incremento e ottimizzazione del business.

Si è detto come la validazione acquisibile possa diventare un mezzo con cui targettizzare la futura clientela, ma oltre a questo il rivolgersi direttamente a una determinata fetta di pubblico fa sì che le campagne di crowdfunding divengano per i proprietari di imprese o società un modo per misurare e valutare gli aspetti potenzialmente migliorabili, eliminare quelli nocivi e in caso di prodotti e/o servizi fisici persino avere a disposizione dei beta tester.

Allo stato attuale non esistano tipologie di finanziamento simili al crowdfunding che consentano di attuare una correlazione così stretta tra i proprietari delle imprese e il consumatore finale ed è proprio questa risonanza d’intenti che crea i presupposti ideali di un business realmente in grado di rispondere a precise esigenze.

Infine, per spiegare come mai tra crowdfunding e imprese o start-up vi sia questo legame così stretto si può tirare in ballo l’aspetto dell’ottimizzazione del business e del relativo posizionamento di mercato.

Nel caso in cui un determinato progetto o servizio sia riuscito a dimostrare appieno le proprie potenzialità e ovviamente insieme a esso il suo diretto responsabile sia riuscito a comunicarle in maniera funzionale, ecco che il crowdfunding può essere sfruttato per posizionarsi meglio sul mercato e adeguare i cicli produttivi in base alla domanda.

Maggiore sarà la presa sul pubblico, maggiore sarà la domanda del prodotto o servizio e conseguentemente maggiori saranno gli sforzi produttivi che l’impresa dovrà sostenere essendo però consapevole dell’assoluta bontà di quanto realizzato e commercializzato.

Laddove poi le cose dovessero stabilizzarsi in un’ottica positiva, la stessa campagna di crowdfunding tramite cui si è individuato il target di clientela iniziale diventa uno strumento attraverso il quale consolidarsi ed espandersi sul mercato essendoci dei feedback positivi da parte dei destinatari.

Il crowdfunding in Italia

Sebbene si tratti di un fenomeno presente sulla scena da ormai diverse tempo, in Italia si è cominciato a parlare di crowdfunding solo di recente e non è un caso se data la sua crescente popolarità la Consob abbia deciso di stilare un’esaustiva guida al riguardo con il preciso scopo di informare gli eventuali interessati nel modo corretto e di ragguagliarli sui rischi più comuni.

E se da un punto di vista delle tempistiche non si può certo dire che l’Italia sia stata tra i Paesi più precoci, per quanto riguarda l’aspetto normativo si è invece contraddistinta in positivo creando una normativa specifica relativa alla fase d’incubazione delle start-up innovative (legge 221/20212 e recente regolamento Consob del 26 giugno 2013).

Conclusione

Il crowdfunding può essere uno strumento utile per le imprese. Grazie all’aiuto dei nostri Chief Digital Officer potrai avere una mappatura del processo precisa. Se vuoi saperne di più, contattami pure direttamente o compilando il nostro test digitale.

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