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Consulenza tramite i big data. Perchè è importante?

Scritto da Blog
il 07/22/2022

Cosa sono i Big Data?

Al giorno d’oggi, all’interno di sempre più imprese, si discute con maggiore insistenza di Big Data. Di cosa si tratta? Nell’era del web, siamo dinanzi a una grande mole di informazioni che cresce di giorno in giorno. Tutto questo è accaduto per via della trasformazione digitale che riguarda da vicino il business: ecco perché i big data circolano all’interno e all’esterno delle aziende.

La tematica relativa ai Big Data, pertanto, sta ottenendo un riscontro sempre maggiore, perché il processo decisionale, in ottica aziendale, al giorno d’oggi, risulta influenzato sui dati pertinenti. Tuttavia, la trasformazione in data-driven company è per molte realtà imprenditoriali italiane ancora allo stato embrionale.

Cambiano le abitudini delle persone

Indipendentemente dalla tipologia dei dati prodotti in ambito informatico e alla loro diffusione mediante apposite infrastrutture, la mole di informazioni è destinata ad aumentare, perché le abitudini delle persone sono sensibilmente cambiate. Si tratta di un fenomeno correlato all’evoluzione massiva dei comportamenti individuali e collettivi. Basti pensare al fatto che, a fronte di ogni sessione di navigazione con una qualsiasi postazione multimediale (pc, laptop, tablet o smartphone), l’utente lascia dietro di sé una traccia digitale. Questa è composta di dati.

Big Data: la multimedialità odierna appare sempre più spinta

A incidere considerevolmente sui Big Data è l’odierna multimedialità: i dispositivi mobili sono utilizzati sempre più frequentemente per navigare online, per lavorare, per visualizzare contenuti audio e video. Sono, di fatto, parte integrante della nostra quotidianità. Nella realizzazione degli scatti fotografici e nella produzione di filmati, i possessori di smartphone e tablet ricercano qualità massima, parametro determinante in ottica di condivisione delle creazioni sui social network. Fotocamere e videocamere sono componenti che incidono sull’acquisto di un dispositivo mobile. Questo è innegabile.

Dando uno sguardo ai profili social di un’azienda, è possibile comprendere non solo come viene gestita e interpretata l’enorme mole di dati, ma anche quali sono i trend dell’attuale società. Tenendo conto di questi ultimi e del ruolo ricoperto dalle reti social, le imprese possono fare valutazioni più accurate e prendere le dovute decisioni. I Big Data, di fatto, provengono anche dai social network e dal traffico di informazioni che passa dai vari CRM, dal processo di raccolta posto in essere dai sensori, dalle richieste al servizio di assistenza ai clienti, dalle carte fedeltà, ecc.

Big Data e vantaggio competitivo in ambito aziendale

La mole di informazioni è cresciuta in maniera esponenziale. Tuttavia, a creare il vantaggio competitivo in ambito aziendale non è la quantità, ma la qualità. Occorre saper estrarre le informazioni pertinenti. Le organizzazioni che sanno come fare, capiscono con largo anticipo le esigenze del loro target di riferimento, spiazzano i competitor e vedono crescere il loro volume d’affari.

Tutto questo fa sì che il management di un’impresa, grazie ai Big Data, può avere una panoramica più chiara circa le reazioni dei mercati e in rapporto alla modalità di percezione del brand da parte dei consumatori. Per i loro prodotti e servizi presenti sul mercato, le imprese puntano su un numero esiguo di fattori chiave: i tratti distintivi, meglio ancora se unici, di un determinato articolo messo in vendita sul portale di e-commerce, possono orientare gli acquirenti all’acquisto. A fronte di un certo successo, le imprese, dopo aver segmentato il mercato, possono personalizzare ulteriormente quel determinato prodotto o servizio, tenendo conto delle esigenze del target di riferimento.

Queste ultime non è detto che vengano scoperte prima ancora del lancio sul mercato, con un attento lavoro di analisi, in quanto possono sempre cambiare in itinere. In questo caso, il lavoro con i Big Data, messo in atto dal management di un’impresa, prenderà in considerazione nuove sperimentazioni. I dati raccolti potranno essere anche inediti. A livello di lungo periodo, possono essere sviluppati modelli predittivi che non solo tengono conto dello storico di informazioni, ma che valutano i possibili nuovi scenari con simulazioni sempre più realistiche. Saper sfruttare al meglio i Big Data, di fatto, vuol dire anche agevolare la nascita e lo sviluppo di nuovi modelli di business.

Big Data: come è cambiato il loro utilizzo ai tempi della pandemia da Covid-19

Con l’avvento della pandemia da Covid-19, si è capito chiaramente che per un’azienda è determinante saper sfruttare al meglio i dati raccolti e prendere decisioni nei tempi più rapidi possibili. Solo in questo modo, il core business ne trae giovamento. Molte realtà imprenditoriali nazionali sono state costrette a ridefinire il loro core business per poter continuare a sopravvivere sul mercato. Anche i loro piani di investimento sono andati incontro a importanti cambiamenti. L’ottimizzazione del budget stanziato per gli investimenti è stata programmata in molti casi, valutando l’enorme mole dei dati raccolti ed estraendo con appositi software quelli pertinenti, attinenti alle ultime tendenze. Risultato? Queste imprese non solo sono riuscite a sopravvivere sul mercato, ma hanno visto migliorare di mese in mese, in uno dei periodi economici più complicati di sempre, i numeri importanti nel mondo del business: utile netto, fatturato e vendite online.

All’esatto opposto, alcune delle imprese che hanno utilizzato un approccio più conservativo, interrompendo o posticipando gli investimenti, hanno “chiuso le serrande”.

Cosa significa tutto questo? In sintesi, la pandemia da Covid-19 ha fatto sì che numerose attività di analisi e di raccolta dei dati venissero ripensate, puntando alla costante ricerca dell’efficienza, al taglio degli sprechi e all’ottimizzazione dei consumi. Figure professionali nell’ambito della gestione dei Big Data hanno iniziato a rientrare nelle governance di molte autorevoli imprese, visto il know-how che li contraddistingue. In molti casi di successo, sono state proprio le competenze specifiche nell’analisi, nella selezione e nella gestione dei dati a permettere il conseguimento di risultati sorprendenti e superiori alle più rosee previsioni. In tutto questo, il Covid non è stato altro che uno stress test che ha permesso alle imprese più proattive sul mercato di potersi reinventare. Merito di tutto ciò spetta di diritto all’approccio data driven su cui sempre più aziende, allo stato attuale delle cose, si stanno focalizzando.

L’analisi in real time è la naturale evoluzione del ciclo di vita dei dati

Un ulteriore approccio di successo attinente all’evoluzione del ciclo di vita dei dati è l’analisi in real time. I cosiddetti Fast Data, integrati nel contesto dell’Internet of Things (IoT), grazie a fonti informative in streaming, come ad esempio il new product development, la predictive maintenance, la fraud detection e la real-time advertising, hanno portato numerose aziende ad avere maggiore consapevolezza organizzativa.

E dopo i rallentamenti degli investimenti nella gestione dati per via della pandemia?

La pandemia ha rallentato gli investimenti nella gestione dati. Tuttavia, dopo la fase più critica, il mercato Analytics appare in ripresa. Fra le multinazionali, ad esempio, quasi l’80% lavora all’interazione di dati raccolti da diverse fonti, sia di natura interna sia di tipo esterno. Oltre la metà delle grandi imprese, inoltre, ha dato il via ad almeno un progetto sperimentale in materia di Advanced Analytics.

Big Data Analytics: le tecnologie principali

Non c’è alcun dubbio sul fatto che la componente software abbia avuto un impatto decisivo in termini di crescita del mercato dei big data. Lo stesso dicasi per i servizi di consulenza e le società di consulenza digitale. Un po’ meno per quanto riguarda gli investimenti in materia di infrastruttura.

I settori che più di tutti sono stati coinvolti in materia di rilancio degli investimenti in ambito di Big Data sono stati quello assicurativo e quello delle telecomunicazioni. Bene anche quello finanziario. Un po’ indietro, seppur in crescita rispetto al passato, quello manifatturiero.

Il caso delle smart city

Come fulgido esempio di successo degli investimenti nel contesto dei Big Data, è opportuno citare le smart city: i picchi di traffico, e di conseguenza, di inquinamento, possono essere conosciuti in anticipo grazie ai lampioni sensorizzati che raccolgono i dati. Più traffico urbano è sinonimo di maggiore inquinamento. Le telecamere a circuito chiuso, sempre più diffuse al di fuori di banche e di locali commerciali, consentono alla polizia di ricostruire percorsi automobilistici sospetti. I TAG RFID, deputati a rendere interconnessi i cassonetti e i cassetti, giocano un ruolo decisivo nella raccolta differenziata.

Grazie ai Big Data, quindi, le città del futuro saranno sempre più smart e a misura d’uomo. La qualità di vita, a quanto pare, è destinata sensibilmente a migliorare.

Scenari futuri

I Big Data sono destinati a essere incorporati in qualsiasi processo decisionale: le imprese potranno decidere con maggiore consapevolezza e in modo ottimale, automatizzando numerose attività. I dipendenti avranno la vantaggiosa opportunità di focalizzarsi solo su quei compiti creativi, collaborativi e comunicativi, dove la componente umana gioca un ruolo spesso decisivo. L’elaborazione e la consegna dei dati verrà effettuata in real time, grazie a tecnologie sempre più evolute.

Conclusioni

In definitiva, i Big Data vengono generati in base ai contenuti scritti sui siti web, sui forum, sulle community, sui social network e sui motori di ricerca. Non sono solamente parole, ma anche azioni concrete, perché evidenziano il percorso di navigazione degli utenti nelle loro sessioni, dando informazioni circa i tempi di permanenza online. Dati che, come puoi renderti conto, sono decisamente strategici, partendo dalle ricerche di mercato.

In Maia crediamo che l’analisi e lo studio dei big data rappresenti uno strumento potentissimo nell’implementazione di nuove strategie digitali, motivo per il quale i nostri Chief Digital Officer lavorano per trasformare questa enorme mole di dati in un vantaggio competitivo per il tuo business.

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