Digital Transformation

L’importanza dei dati in ambito produttivo

Redazione
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6 Luglio 2022 · 5 min di lettura
Ultimo aggiornamento il 20 Aprile 2026
analisi dei dati produzione

Hai mai sentito frasi come “quest’anno la produzione è andata meglio” o “abbiamo ridotto gli scarti” senza avere numeri precisi a supporto? Se gestisci un’azienda manifatturiera, probabilmente sì.

Il problema non è più la mancanza di dati, ma avere dati su cui puoi davvero fare affidamento. Oggi raccogliamo informazioni ovunque – dalle macchine, dai software, dai collaboratori – ma spesso non sappiamo da dove vengono, chi li ha elaborati e se sono ancora validi. Questo rende impossibile prendere decisioni concrete e fissare obiettivi misurabili per il tuo team.

La maggior parte dei problemi che assillano i responsabili di produzione, i Project Manager, i lean manager, i pianificatori, ed i responsabili della logistica, ed, in generale, tutti coloro che sono chiamati a ristrutturare aree produttive, o a progettare le infrastrutture per il lancio di un nuovo prodotto, non è più la mancanza di dati ma la mancanza di dati affidabili.

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Cosa intendo con dati affidabili? Intendo dati di cui non si conosce bene l’origine, come sono stati raccolti, da chi sono stati elaborati e come, se sono ancora validi e così via.

Siamo passati da un’era in cui il dato digitale era molto costoso, e quindi richiedeva attente e ponderate analisi per determinare cosa digitalizzare e come (frequenza e formato dati era il problema principale che si trovavano a dover affrontare i vari programmatori di strumenti digitali) ad oggi in cui siamo esattamente all’opposto. Abbiamo abbondanza di dati ma, o li usiamo male, o non li usiamo perché non sappiamo come correlarli tra di loro per dare una risposta alle nostre domande.

Il dato oggettivo è una risorsa importante,… se usato correttamente. La possibilità di avere a disposizione una considerevole mole di dati, ci porta oggi a dover far fronte ad un altro importante problema: quello di dover fare lo sforzo di capire se le conclusioni, che sono presentate a fronte di analisi statistiche e numeriche, sono vere o costruite ad arte per condurci a scelte predeterminate.  

Il percorso che spesso un CDO affronta quando è coinvolto in progetti di trasformazione digitale, in ambito manufatturiero ma non solo, parte dalla mappatura dei processi ad alto livello (esempio: processo di definizione del piano strategico a medio e corto termine, processo di sviluppo prodotto, etc) e di quelli operativi partendo dalla catena del valore di Michael Porter. Dopo aver tracciato le VSM di tali processi (As Is), si procede con le analisi dei dati a disposizione e si decide come intervenire sui processi (To Be).

In questa fase, può capitare di trovarsi di fronte a delle domande, o delle situazioni di stallo, tali per cui si rende necessario riprende in mano il BMC dell’azienda; Cos’è cambiato relativamente ai clienti? Quello che offriamo interessa ancora o è superato? Dobbiamo puntare su un miglioramento dei processi o fare innovazione? Ricordiamoci che la lampadina non è nata attraverso un processo di miglioramento continuo della lampada a gas!

Per concludere mi sento di affermare che un percorso di trasformazione in ambito digital manufacturing, per non trasformarsi in un incubo per dipendenti e management, deve necessariamente partire da un approccio Top-Down. Si deve partire da una revisione del BMC per poi passare ad una revisione della catena del valore. Solo a valle di questo primi step di analisi si può procedere con un intervento di trasformazione digitale in ambito di manufacturing che sia coerente, e tenga conto, della preparazione culturale dell’azienda. Si tratta infatti spesso di portare cambiamenti culturali in azienda che richiedono tempo; e per tempo intendo anni, non mesi! Nei casi in cui il livello di digitalizzazione è basso si deve prevedere almeno 3 step: Informazione, formazione, implementazione.

Come per una scalata in montagna: si sceglie la meta, si progetta il percorso, ci si allena e poi si parte; sempre con il giusto equipaggiamento ed una guida esperta al seguito!

Quali sono le “tracce digitali” raccolte in fase di definizione del cliente e di cosa vorrà acquistare da noi e per quale bisogno.

Frasi celebri sui dati:

“Fate in modo che diventi un’abitudine discutere i problemi basandosi sui dati e rispettando i fatti che essi dimostrano.” 

KAORU ISHIKAWA

“Le tecnologie aprono orizzonti incredibili. Internet non dà informazione, dà soltanto dati. L’informazione si ha quando i dati sono stati assimilati dal cervello.”

FEDERICO FAGGIN

“Se i dati e la teoria non concordano, cambia i dati.”

ALBERT EINSTEIN

“La scienza è fatta di dati come una casa è fatta di pietre. Ma un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una vera casa.”

HENRI POINCARÉ

“1. L’errore che produce il danno maggiore sarà scoperto soltanto dopo che il programma è stato usato per almeno sei mesi.

2. Se il programma è stato concepito in modo tale che i dati incorretti siano rifiutati, ci sarà sempre un idiota abbastanza ingegnoso per trovare il metodo per farli passare.”

Postulati di Troutman

ARTHUR BLOCH

“L’esposizione massiccia a flussi ininterrotti di dati ha dato vita a una nuova e preoccupante forma di sovraccarico – il sovraccarico da informazioni.”

TONY BUZAN

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