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Internazionalizzazione delle imprese: la guida aggiornata

Scritto da Blog
il 06/20/2022

In un contesto sempre più incentrato sull’economia globalizzata la spinta all’internalizzazione delle imprese, piccole o grandi aziende che siano, passa solamente attraverso una corretta strategia di business development capace di stimolare un processo di crescita, sviluppo e innovazione all’estero. Internazionalizzare un’azienda significa crescere oltre i confini nazionali, per provare nuovi mercati, trovare nuovi clienti e partner e implementare così il business aziendale. Ogni impresa acquisisce un’immagine internazionale nel momento in cui una componente estera entra nei processi aziendali. In circostanze simili si concretizza la possibilità di vendere i servizi o i prodotti all’estero, comprare da fornitori stranieri, produrre fuori dai confini nazionali e si spalancano le porte verso nuove opportunità di finanziamento.

Oggi l’internazionalizzazione delle imprese è una pratica molto interessante proprio perché il mercato globale impone sfide diverse dal passato, nuove strategie per essere competitivi e sviluppare un business di successo. Dunque con l’internazionalizzazione si spalancano nuove opportunità di guadagno e nuove strade, un processo magari da avviare perché è saturo il mercato corrente. Per un business vincente oltre i confini nazionali però le aziende devono agire strategicamente, con una pianificazione a 360 gradi e con il supporto di partner e mezzi adeguati. Questo perché spesso quando le imprese approcciano in totale autonomia i mercati esteri rischiano di soffrire una situazione di disagio iniziale. Le difficoltà in genere sono relative alla scarsa conoscenza del territorio, della lingua e dei sistemi politici ed economici dei Paesi esteri. I vantaggi dell’internazionalizzazione delle imprese non mancano ma neanche le difficoltà, quindi meglio muovere ogni passo nella direzione giusta.

Internazionalizzazione delle imprese: fattori comuni a qualunque strategia

Per ciascuna impresa ricercare nuove opportunità di sviluppo all’estero è un’azione possibile soltanto attraverso una lungimirante e strategica pianificazione. Senza determinati presupposti molto difficilmente sarà possibile internazionalizzare l’impresa. Il fine principe del progetto sarà dunque quello di riuscire a rendere l’impresa maggiormente competitiva a livello internazionale, una maniera efficace per sostenere al meglio il confronto con il mercato globale. A tal proposito, diventa essenziale la definizione di un modello di business trasparente e concentrare gli sforzi verso la ricerca delle risorse economiche necessarie in base al campo di interesse e al Paese destinatario degli investimenti.

Le strategie da mettere in campo per l’internazionalizzazione delle imprese sono di diversa natura, anche se all’interno dei progetti appaiono comuni alcune caratteristiche. Innanzitutto, la realizzazione di una strategia per internazionalizzare un’impresa passa attraverso una minuziosa autovalutazione dell’azienda nel suo complesso, con un occhio particolare alla capacità produttiva, con il chiaro scopo di risalire alle risorse umane e finanziarie da investire sul mercato estero.

Deve seguire poi uno studio di approfondimento rivolto a capire come e dove investire le relative risorse. Trattasi di una vera e propria indagine sul mercato di interesse e sugli aspetti che esercitano un’influenza sul mercato stesso: le tendenze economiche, il sistema politico in vigore, il Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’area interessata, l’individuazione dei flussi principali di investimento, etc.. Parallelamente è essenziale l’analisi sui modi di esportazione, da concludersi con l’individuazione dei mezzi di distribuzione da usare. Strategie con alcune caratteristiche comuni da sviluppare e impiegare attivamente sul campo con sacrifico, tenacia e fiuto per internazionalizzare al meglio le imprese. Analisi estremamente opportune alle aziende per mitigare i rischi di investimento e guardare al futuro con maggiore fiducia.

Ultimato con giudizio il processo di analisi, arriva il momento di concentrare gli sforzi sulla redazione di un documento essenziale per un’attività commerciale di alto profilo: il business plan. Un documento di programmazione fondamentale per descrivere dettagliatamente la fattibilità progettuale e completa di ogni punto chiave del progetto imprenditoriale stesso. Il business plan viene infatti impiegato dalle aziende sia come una guida strategica, sia come uno strumento da presentare alle banche per richiedere nuovi finanziamenti. Un documento composto da una parte descrittiva nella quale riportare la spiegazione del progetto, le risorse utili per centrare gli obiettivi e il mercato di riferimento, e da un’altra parte nella quale riportare le proiezioni finanziarie e patrimoniali per sostenere il progetto.

strategie internazionalizzazione

 

Internazionalizzazione delle imprese: le macro tipologie principali delle strategie

Per confrontarsi al meglio con la competizione del mercato globale, rivestono quindi un ruolo primario le strategie di internazionalizzazione. Strategie che possono essere divise principalmente nelle seguenti macro tipologie:

  • di sviluppo: nei casi in cui il mercato straniero venga pensato quale prolungamento di quello nazionale. Gli assi principali della strategia di sviluppo possono essere identificati nei punti seguenti:

-esportazioni: implicano grossi investimenti ma espongono a rischi bassi. Con l’implementazione delle esportazioni viene mantenuta la produzione in un solo Paese e i beni saranno esportati nelle differenti aree geografiche;

-concessione di licenze: una strategia che permette l’uso della tecnologia proprietaria da parte di aziende straniere, che così ottengono l’autorizzazione alla produzione e alla distribuzione dei prodotti dell’impresa. Una tipologia strategica utile soprattutto quando mancano le risorse interne da utilizzare per la politica espansiva;

-franchising: il ricorso alla formula del franchising è particolarmente indicato per le vendite al dettaglio, una strategia che permette un’espansione meno impegnativa dal punto di vista finanziario e burocratico;

-partnership: concordare delle strategiche alleanze è una politica commerciale che facilita l’accesso ai mercati nuovi e consente un più veloce allineamento con gli standard tecnici. Inoltre, questa strategia dà l’opportunità di contenere le spese in virtù di una fattiva condivisione di reti di distribuzione e fornitura;

  • di diversificazione: nel caso in cui un’azienda scegliesse di realizzare prodotti nuovi, espandendosi così in ambiti affini rispetto al campo di interesse. Una tipologia di strategia tramite i mercati esteri da mettere in atto soprattutto quando:

-c’è la volontà di una ripartizione dei rischi su diverse aree, in modo tale da non essere toppo vincolati a un solo settore;

-di fronte a una situazione di stallo delle vendite riconducibile a un calo delle possibilità garantite dal mercato;

-si acquisisce la forte consapevolezza di possedere risorse tali da competere in altri business con successo;

-si può fruire dell’immagine di un marchio in altri campi.

Perché intraprendere questa strada

Ma qual è la ratio che spinge le imprese all’internazionalizzazione? Naturalmente ogni impresa decide di fare un passo del genere nella piena consapevolezza dei suoi mezzi e per ottimizzare la propria attività sotto ogni punto di vista. L’internalizzazione delle imprese è un processo motivato da alcuni indiscutibili benefit:

-ricerca di nuovi mercati;

-aumento dei profitti e contenimento delle spese;

-crescita del volume d’affari;

-diversificazione dei rischi;

-minore pressione fiscale;

-burocrazia più snella;

-incremento del bacino di utenti;

-conoscenza di affidabili partner in qualunque parte del mondo;

-aumento generale della cultura dell’internazionalizzazione nell’ambito aziendale.

I motivi per intraprendere questa strada e per confrontarsi con altri mercati dunque non mancano affatto, tuttavia è necessario svolgere questo processo avendo accumulato prima tutta una serie di competenze necessarie a fare i giusti passi nel giusto ordine. Infatti esclusivamente se intrapresa correttamente e con i partner ideali l’internazionalizzazione porta enormi benefici e comporta meno rischi. Diversamente, il rischio di fallire l’obiettivo si moltiplica. 

Un efficiente supporto per ottimizzare la gestione dell’internazionalizzazione può essere dotarsi di manager esperti che aiutino l’impresa dai primi passi da fare fino all’ultimo step. Intraprendere un’iniziativa simile con alle spalle il prezioso contributo e la collaborazione di personale qualificato è la via più breve per una politica di internazionalizzazione di un’impresa corretta e vincente. Questo significa raggiungere i referenti giusti e avviare le trattative per cercare nuove possibilità commerciali realmente convenienti.

Internazionalizzazione delle imprese: conclusioni

Sintetizzando, è possibile affermare che l’internazionalizzazione delle imprese è un processo tramite cui le aziende si aprono ai mercati esteri, stabilendo rapporti commerciali con altre imprese, istituzioni e consumatori operanti su quelle aree. L’obiettivo è quello di produrre, vendere e acquistare materie prime o di cercare altri importanti finanziamenti. Di frequente è la sola valida alternativa all’implosione dei mercati interni spesso provocata dalla saturazione degli ambiti produttivi, dall’eccessivo carico della pressione fiscale o dalla grande concorrenza. In certe situazioni molto critiche sono proprio i mercati esteri a stimolare gli imprenditori italiani. Questi ultimi hanno così la possibilità di commercializzare i loro prodotti/servizi con meno concorrenza, di beneficiare di una tassazione agevolata e di una burocrazia più snella. La selezione del mercato e del Paese estero è quindi un altro passo essenziale, da fare attraverso uno studio di settore per valutare gli aspetti geografici, demografici, culturali ed economici del territorio prescelto.

Ovviamente non si può assolutamente neanche credere di oltrepassare commercialmente i confini per ottenere benefit e profitti senza una scrupolosa analisi sullo stato della propria impresa. In questa logica, di norma i requisiti utili per l’internalizzazione dell’impresa sono:

-solidità finanziaria;

-qualità dei prodotti in linea con i nuovi mercati;

-competitività dei prezzi praticati;

-risorse umane e finanziarie da investire.

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