La trasformazione digitale è un cambiamento di tipo culturale e organizzativo

Questo cambiamento porta le aziende a nuove sperimentazioni e ad avere sempre più dimestichezza con i nuovi strumenti digitali. Ma trasformazione digitale significa, soprattutto, cambiamento del mindset, bisogna acquisire una nuova impostazione mentale per approcciarsi a nuovi business e utilizzare, in modo consapevole, le nuove tecnologie.

Questi mix di elementi sono orientati a migliorare l’esperienza dei clienti, ma anche coinvolgere maggiormente i dipendenti e tutte gli stakeholder che gravitano intorno all’organizzazione.

La trasformazione digitale, quindi, non riguarda solo il business, le strategie, la produzione ma coinvolge soprattutto le persone, risorse che non potranno mai essere sostituite e che sono al centro di questa trasformazione.

Proprio perché la digital transformation interessa molto il capitale umano è fondamentale, per un’azienda, scegliere di investire sullo sviluppo di nuove figure professionali e di rivedere le competenze interne delle proprie risorse.

I pilastri della trasformazione digitale

Come già accennato, la trasformazione digitale non riguarda soltanto la tecnologia ma coinvolge l’intero ecosistema aziendale. Abbiamo definito sei pilastri che sono parte integrante della digital transformation.

1. Customer experience 

Il primo dei pilastri della trasformazione digitale è la customer experience.

L’esperienza che il cliente vive durante l’intera relazione con l’azienda è fondamentale. L’azienda deve cambiare prospettiva. Guardarsi con gli occhi del cliente e porre, le sue necessità, al centro. Questa nuova visione aiuta, chi guida la trasformazione digitale, a comprendere quali sono gli aspetti da modificare per valorizzare l’esperienza del cliente e soddisfare le sue aspettative.

2. Le persone

Il motore della trasformazione.

Il secondo pilastro, come già anticipato, è composto dalle persone: il nucleo della digital transformation. Nessun cambiamento può avvenire se, le persone coinvolte, non cambiano prospettiva, se non sono sentono propria la trasformazione. Per questo motivo è fondamentale investire sulle persone, sulle competenze, ascoltare necessità e raccogliere idee.

3. Mindset del cambiamento

Non è facile affrontare il cambiamento e uscire dalle zone di comfort.

Senza una mentalità propositiva al cambiamento non può esserci trasformazione. Viviamo una fase della digital transformation dove cambiare non è più una opzione, ma è obbligatorio. Bisogna acquisire, quindi, una mentalità esplorativa verso il cambiamento, mettere anche in discussione le vecchie prassi, per poter cominciare un percorso nuovo.

4. Innovazione

Per trasformare bisogna innovare

Quarto pilastro è l’innovazione, per trasformare bisogna, infatti, innovare. Ma cosa significa innovare? Etimologicamente parlando innovare è rendere nuovo, rinnovare. Cambiare lo stato di cose introducendo nuovi metodi, sistemi e norme. Ma innovare, e questa è la definizione che mi piace ancora di più, è rinnovarsi, riacquistare forza, vigore, efficienza.

5. Leadership

Far nascere qualcosa di nuovo all’interno delle aziende.

Quinto pilastro della trasformazione digitale è la leadership, la propensione al miglioramento e all’evoluzione non basta, c’è bisogno che l’imprenditore si faccia portavoce del cambiamento. La tecnologia viaggia veloce e, quindi, bisogna muoversi con altrettanta velocità, avere il coraggio di fare scelte, ma soprattutto avere una nuova visione.

6. Cultura aziendale

La trasformazione digitale non può avvenire se non c’è la corretta cultura aziendale.

Ultimo pilastro è la cultura del cambiamento, che racchiude i cinque punti precedenti. Cambiare significa sperimentare nuove strade, testare nuove modalità, introdurre nuovi sistemi. Per fare questo c’è bisogno di una cultura aziendale che permetta l’errore, che incentivi i dipendenti a proporre nuove strategie. In uno scambio molto più orizzontale che verticalizzato su rigide gerarchie.

I falsi miti della trasformazione digitale

Un errore comune è quello di considerare la trasformazione digitale una peculiarità delle grandi aziende. Invece, tutte le aziende hanno la possibilità di sfruttare i vantaggi offerti dalle nuove tecnologie per pianificare delle strategie più efficienti e accrescere il proprio business.

Nello specifico, sono tre i falsi miti più comuni che riguardano la digital transformation per le PMI.

Il primo è quello che la trasformazione digitale richiede troppo tempo. Quindi molte aziende, che vogliono avere subito dei risultati, la escludono. Invece, con la digital transformation si possono ottenere risultati concreti e anche subito. Infatti, anche le aziende più piccole possono effettuare progetti piloti e incrementare diverse strategie per la propria digitalizzazione. Questo tipo di approccio agile porta a risultati positivi in poco tempo.

Il secondo falso mito della trasformazione digitale è il suo essere troppo complicata e molte aziende ritengono di non avere le risorse adatte per affrontarla. Anche questo è errato. La soluzione è sicuramente quella di collaborare con partner di esperienza, che possono supportare l’azienda nella propria digital transformation. Il raggiungimento della maturità digitale deve essere un obiettivo per tutte le aziende.

Infine, il terzo mito da sfatare è quello di non avere bisogno della digital transformation, che non è un fattore rilevante. È come affermare che la corrente elettrica non sia importante per un impianto produttivo, avere un piano strategico dedicato alla trasformazione digitale, essere presenti online nel modo giusto, avere un strategia di digital marketing consente alle aziende di non restare indietro nel mercato di riferimento.

La figura dello Chief Digital Officer

Maia propone la figura dello Chief Digital Officer esterno e temporaneo per aiutare le aziende nella creazione del proprio piano di trasformazione digitale. Il nostro lavoro consente di abbattere il muro che separa le aziende dal digitale. Tutta l’organizzazione sarà guidata nel comprendere e nell’usare il digitale come mezzo di cambiamento e crescita.

Lo Chief Digital Officer è il manager che si occupa di definire la direzione per l’azienda, analizzando i dati e coordinando le risorse coinvolte. È sua responsabilità la decisione sui passi da effettuare per apportare valore, tramite il digitale, all’azienda.

Maia ha creato un metodo che adopera un team di Chief Digital Officer esterni che collaborano e offrono consulenza alle aziende. Affiancando il cliente nel percorso di trasformazione digitale partendo proprio dalle sue necessità e dalle sue richieste.

Andrea Bonetti
Autore Andrea Bonetti

Primitivo digitale, ho vissuto quell’attimo prima della diffusione di internet in tutte le case. Ho rifiutato per anni le nuove tecnologie, per poi innamorarmi della comunicazione, dei processi, dell’innovazione e del digital.

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